A Villa Lagarina: Gaza Oggi

ibrahim 6Ieri sera a Villa Lagarina abbiamo avuto la possibilità di ascoltare la testimonianza di Ibrahim Khashan e sua figlia Salam. I due testimoni vivono nella città di Qarara, nel distretto di Khan Yunis a sud della Stirscia di Gaza. Qarara è una città di circa 30.000 abitanti che si estende a est fino al confine con Israele e a ovest fino al mare, a cui fino al 2005 era impossibile accedere per la presenza di insediamenti israeliani. L’area di Qarara è stata quella maggiormente colpita durante l’attacco di Israele nel 2014.
Salam ha 29 anni, è al secondo anno di specializzazione in Medicina Generale e si dedica con passione al suo lavoro come medico di famiglia presso il Nasser Hospital di Khan Yunis.
Suo padre Ibrahim ha 60 anni e, dopo aver lavorato per quasi 25 anni nel settore sociale dell’UNRWA, è ora in pensione e si dedica con passione alla sua terra. Nel 2001 è stato fondatore della Human Development Association (HuDA),
Ibrahim ci ha raccontato che “la Striscia di Gaza è lunga 40 km e larga dagli 8 ai 12km. I confini sono controllati dai soldati israeliani. Per tre lati ci sono presidi militari e barriere, sulla sponda mediterranea ci sono le navi militari israeliane, in cielo i droni controllano i movimenti della popolazione palestinese. Ci sono due valichi con Israele: uno a nord per le persone, uno a sud per le merci. Israele tiene le chiavi e può decidere se aprirli o se chiuderli.”ibrahim
La dottoressa Salam Khasan ha studiato medicina a Il Cairo. Il suo nome significa ‘pace’ in arabo e lavora da qualche anno come medico di famiglia in una clinica di Gaza City, gestita dal ministero della Sanità palestinese. Racconta che “la maggior parte dei pazienti viene in ospedale per chiedere se le medicine sono arrivate.” In un altro ospedale di Khan Yunis i dottori per ogni turno hanno solamente due farmaci antibiotici e devono scegliere i pazienti a cui possono offrire una cura e quelli che non potranno essere curati. Salam ricorda inoltre che “nel 2018 Israele non ha permesso di uscire da Gaza o ha ritardato i permessi a molti pazienti che necessitavano di cure urgenti: 36 di queste sono decedute.”
La serata, organizzata da Quilombo Trentino, ANPI, SocialCatena, Il Comitato delle Associazioni per la Pace e i Diritti Umani di Roverto e Pace per Gerusalemme si è svolta in collaborazione con di Operazione Colomba che nel 2001 ha collaborato con l’associazione di Ibrahim e che da qualche anno ha ripreso a monitorare la situazione nella Striscia di Gaza.
La serata si è conclusa con un segno di speranza. “Per 29 anni ho vissuto tra Gaza o Il Cairo”. Racconta Salam “Quest’anno ho avuto la possibilità di uscire dalla Striscia e ho viaggiato in Francia e Italia. In Europa ho trovato solidarietà da molte persone. Per fortuna ci sono persone che vogliono aiutare gli altri esseri umani, che siano palestinesi francesi colombiani. Siamo tutti fratelli e sorelle”

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