Messaggi dalla Palestina

187650019_1203568126827653_1031556304631500537_nLa piazza di domenica 16 maggio a Trento è stata bella, vivace e partecipata, riscaldata da cori e tante voci diverse.
Per noi è stato importante partecipare per condividere con tutte e tutti le parole che ci hanno affidato Dr. Salam Khashan (che nel 2019 ha portare la sua testimonianza in una serata a Villa Lagarina organizzata con gli amici di Social Catena), di Sami di Youth Of Sumud (il gruppo di giovani resistenti nonviolenti di Tuwani), Jennifer (volontaria di Operazione Colomba attualmente in Palestina).
Un grande grazie a Pace per Gerusalemme , Forumpace Trentino , Atlante delle Guerre e dei Conflitti del Mondo e a tutte le associazioni che ha organizzato la giornata. Di seguito i messaggi che abbiamo condiviso

sahalmMessaggio da Salam, (Qararah, Gaza):
“Quello che sta succedendo ora in Palestina è un’aggresione criminale, fatta dall’esercito israeliano contro i Palestinesi di Gaza, Gerusalemme e dei Territori occupati. Israele sta cercando di sradicarci dalla nostra terra a partire dalla catastrofe del 1948,poi quella del 1967 e con gli attacchi a Gaza del 2008, 2014. E con quello di ora che siamo nel 2021.
E’ illogico che il mondo non riesca tuttora a capire il conflitto israelo-palestinese.
Ma come è possibile capirlo se i media di tutto il mondo dipingono Israele come una vittima innocente che si sta difendendo?
Laciate che io vi spieghi cosa stiamo vivendo in questi giorni:
139 palestinesi sono stati uccisi fra cui 39 bambini, numerose donne, anziani e disabili. Solamente una notte fa un’abitazione è stata bombardata e completamente distrutta uccidendo la famiglia di Abu Hatab, lasciando solo 2 superstiti: un bimbo di 2 anni e suo fratellino di pochi mesi.
E’ una vita di continuo orrore per i 2 milioni di persone che vivono a gaza…tutto questo perché? Per permettere ad Israele di “difendersi”? Veramente il mondo intero vuole coprirsi gli occhi, giustificando questo massacro come il diritto di israele alla difesa? Uccidere civili innocenti significa difendersi?
Questo non ha senso, è inaccettabile e deve essere subito fermato. Questa guerra sta esaurendo le nostre menti, anime e cuori. Abbiamo sofferto e soffriamo molto. Noi giovani di Gaza viviamo in povertà, disoccupazione, subiamo restrizioni di movimento e non possiamo viaggiare. Abbiamo l’elettricità per 10 ore al giorno, un sistema sanitario al collasso, acqua non potabile. Viviamo questa situazione da 15 anni, in questo posto che l’OMS ha dichiarato non compatibile con la vita umana. Se q questa situazione aggiungiamo la recente guerra che ci ha strappato 139 dei nostri cari, il dolore diventa insostenibile e difficile da affrontare.
Ho visitato Trento nel 2019 ed è stato stupendo vedere italiane e italiani supportare calorosamente i Palestinesi. E’ stata una boccata d’aria fresca per il mio cuore vedere come altre persone possano stare accanto a me e credere nel mio diritto a esistere e resistere sulla mia terra.
Questi sentimenti calorosi li ho portati con me a Gaza quando sono tornata.
Continuate con questi vostri sentimenti di umanità e giustizia che sono l’unica cosa bella di questo Caos.
Salam”

sami hureiniMessaggio di Hussein (at-Tuwani, West Bank):
“Ai nostri cari amici in Italia Grazie! Grazie per la solidarietà e il supporto alla causa palestinese. Quello che stiamo affrontando adesso è il sistema di Apartheid israeliano che ogni giorno viola le leggi umane: uccidendo, arrestando, demolendo e rubando la nostra terra.
In questi giorni c’è grande movimento, manifestazioni in tutta la Palestina contro lo sfratto e la deportazione di Palestinesi dalle loro case. Protestiamo anche contro l’attacco israeliano che ha già causato 139 vittime.
Oggi è il giorno della Nakba, la catastrofe dei Paletinesi iniziata nel 1948…73 anni di sofferenza, dolore ma sempre con la stessa speranza di tornare nelle nostre terre.
Abbiamo bisogno di tutto il vostro supporto e vi ringraziamo ancora per la vostra solidarietà. Dobbiamo porre fine a tutte queste violazioni.
La strada per la Libertà sembra lunga, ma insieme sarà più breve. Grazie.
Speriamo di vedervi presto in Palestina.”

tx1_01Messaggio da Jennifer (Palestina):
“Credo che parlare di cosa stia succedendo da qui, da Betlemme, sia da una parte necessario, da una parte quasi ipocrita. Mi ritengo fortunata di essere qui, di osservare di persona questi moti che si stanno muovendo dentro e fuori i confini della Palestina, per richiedere una dignità che dovrebbe essere riconosciuta ad ogni essere umano, ma che troppo spesso questo non accade. E mi ritengo ipocrita, dall’altra, perché quando ho sentito le sirene antirazzi a Gerusalemme, sapevo che sarebbe andato tutto bene, che non sarebbero cadute le pareti di casa sulla mia testa, né che sarei diventata una delle centinaia di vittime senza nome. Perché è questo che succede a Gaza, ma che è sempre successo, e che per anni la gente ha fatto finta di non vedere, di non sentire, di non sapere: perché sapere che, in una qualche parte del mondo, la gente muore così, sotto le macerie della propria casa, senza che nulla di lei rimanga, è spaventoso, è disumano.
Eppure, in un video, due bambini raccolgono la loro boccia di vetro da sotto le macerie, coi loro pesci rossi. Sono intenzionati anche a cercare i pappagalli, poco più distanti, perché non hanno fatto in tempo a portarli via, quando il missile è caduto sulla loro casa. Di cosa fossero colpevoli questi bambini? Probabilmente di essere nati. Perché a cinque anni, non puoi aver fatto nulla di male per vedere la tua casa diventare macerie, perdere tutta la tua vita, la tua famiglia, sotto un missile lanciato indiscriminatamente sopra obiettivi civili. Nel silenzio assordante del mondo esterno. E come diceva Vittorio Arrigoni, conoscere è il primo passo verso una soluzione. Che questi giorni, che le immagini dei corpi dilaniati, dei volti in lacrime, possano risvegliare una coscienza generale, di tutti noi. Perché non prendere posizione, significa aver già scelto dove stare. E non è mai dalla parte delle persone oppresse.”

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