Una trasmissione radio per raccontare i Mapuche, il popolo della terra

davI MAPUCHE sono la gente della terra. Mapu significa TERRA / CHE significa gente, persone. Rappresentano il popolo originario delle zone centro – meridionali di Cile e Argentina. Tutte queste popolazioni che ora conosciamo come Mapuche vivevano in un territorio che si estendeva dal fiume Itata (all’altezza dell’ attuale Concepcion) fino all’ arcipelago di Chiloè, nella parte meridionale del paese. All’epoca dell’arrivo degli spagnoli, nel XVI secolo, si presume che i mapuche contassero all’ incirca un milione di persone.

Il primo incontro/scontro con il popolo europeo si ebbe nel 1536, durante la battaglia di Reynoguelen, sul fiume Itata. Ha così ufficialmente inizio la così detta “Guerra di Arauco” che durerà 350 anni, fino alla fine della colonia spagnola. A fine Cinquecento la battaglia di Curalaba, durante la quale i mapuche sconfissero una colonna spagnola uccidendo Martin Garcia de Loyola, l’allora governatore del Cile, segnò l’inizio di un insurrezione generale che condusse alla distruzione di tutte le città spagnole al sud del fiume Bio Bio.

Fu il momento in cui gli spagnoli compresero che non sarebbero riusciti ad assoggettare quel popolo fiero e ribelle. Era giunta l’ora di cambiare tattica. La politica di dominio aveva fallito, non rimaneva che tentare la via dei negoziati.

L’epoca dei Parlamenti stabilirà una chiara demarcazione tra spagnoli e popolo mapuche, riconosciuto effettivamente come popolo – nazione (identità che esso stesso comincerà ad assumere e capire in quel momento).

Si aprì con essi una fase di pace relativa, che non sarà comunque mai pienamente tale. Il 6 gennaio 1641 si tenne il Parlamento di Quilin, importantissimo, durante il quale la corona spagnola riconosceva ufficialmente la frontiera del fiume Bio Bio e l’indipendenza del territorio mapuche; si impegnava a ritirare le truppe da Angol, ultima città rimasta in territorio nemico, mentre da parte loro i mapuche promettevano di rispettare il limite stabilito dalla FRONTERA, ad accettare la predicazione dei missionari* sul proprio territorio e a restituire i prigionieri di guerra.

Tutti i successivi Parlamenti si baseranno su questi accordi. Il secolo XIXesimo cominciò con l’ondata di richieste di indipendenza da parte delle colonie spagnole.

Il Cile non fece eccezione e nel 1818 fu emanata la proclamazione d’indipendenza. Nel periodo immediatamente successivo alla proclamazione il paese, non potendo impegnarsi su tutti i fronti, mantenne con i mapuche le stesse relazioni di frontiera del periodo coloniale, lo stesso sistema d’amministrazione ed un esercito di confine simile a quello dei tempi spagnoli, composto tra l’altro dai figli di creoli e meticci che avevano rinforzato le fila del contingente precedente.

Nel 1825 si celebrò il Parlamento di Tapihue, nel quale si regolavano le relazioni tra mapuche e  stato cileno e dove veniva ratificato ancora una volta il confine del fiume Bio Bio.

Successivamente, però, la macchina statale cilena iniziò a mettersi in moto per riappropriarsi di quello che considerava il suo territorio naturale.

Il periodo impropriamente chiamato Pacificazione dell’ Araucania, durante il quale lo stato cileno occupò militarmente la regione, e che non portò pace a nessuno, risale circa al 1867 – 1883.

Le truppe guidate dal colonnello Saavedra passarono la linea di frontiera del fiume Bio Bio e la spinsero sempre più in basso, giungendo infine nei pressi di Valdivia. Il corpo dei militari venne accompagnato da ispettori agricoli e agrimensori, incaricati  della  misurazione ufficiale della terra.

Durante  la  fase  successiva alla conquista militare una apposita Commissione  procedette  alla suddivisione delle terre registrate, consegnando ai mapuche quelle assegnate loro attraverso il conferimento di un Titolo di Merced (grazia), che ne garantiva la proprietà. La ripartizione delle terre indigene, venute a chiamarsi riduzioni in quanto estensioni di terra molto ridotte rispetto a ciò che erano state originariamente, comportò un processo arbitrario di separazione delle comunità mapuche, scatenando conflitti interni e alterandone l’equilibrio sociale. Il terreno riconosciuto dal Titolo di Merced era quello circostante la ruka, la casa, che comprendeva solitamente l’orto e alcune coltivazione; rimasero perciò esclusi i terreni utilizzati per il pascolo e la raccolta, che fosse di legna, frutti, piante e quant’altro.

Durante questo periodo si verificarono ogni sorta di inganni e ingiustizie verso i mapuche, quali usurpazioni, aste statali di terreni che invadevano i confini dei Titoli di Merced, assassinii, sfratti forzati, assegnazione di proprietà a coloni con lo scopo di separare due o più comunità indigene. Lo stato fu silenzioso complice di tutto ciò, insieme ad avvocati, notai e giudici locali.

Nel frattempo, ai militari che avevano combattuto durante la Pacificazione e alle famiglie di coloni stranieri vennero regalati ettari di terra, animali, attrezzi da lavoro.

La società mapuche si ritrovò a vivere infine in quello che era stato il 6% del suo territorio iniziale, in condizioni di grande povertà, sopravvivendo grazie ad un’economia di sussistenza.

A partire da questo momento storico inizia un conflitto fra stato cileno e mapuche che rivendicano il loro diritto alla terra e alla cultura originaria. Questo conflitto passa attraverso la speranza del governo di Salvador Allende, la dittatura di Pinochet e lo stato attuale che continua a non riconoscere alcune rivendicazioni di questo antico e fiero popolo.

Una collaborazione con Radio Roarr, una radio indipendente di Pisa, ha dato la possibilità di raccontare, ai giovani volontari del progetto Corpi Civili di Pace in servizio con la Comunità Papa Giovanni XXIII e supportati da Operazione Colomba, un docu-radio in otto puntate. Il progetto ha portato 4 ragazzi a monitorare la situazione dei diritti umani in numerose comunità Mapuche per circa un anno.

Il titolo della trasmissione è “La storia del Popolo Mapuche tra passato e presente”, e ha l’ambizione di raccontare un po’ del passato dei Mapuche ma anche le lotte delle nuove generazioni per recuperare la loro cultura ma anche la loro terra persa con l’inganno e la guerra nell’ottocento.

Le prime 4 puntate raccontano la storia, mentre le altre 4 si sforzano di raccontarvi alcune comunità conosciute direttamente dai volontari che sono in lotta con lo stato o con aziende straniere per la protezione del loro territorio.

Tutte le puntate le potete trovate su Mixcloud sul canale di radio Roarr oppure di seguito potete accedere direttamente alle varie puntate.

  1. Ascolta qui la prima puntata: Radici ancestrali
  2. Ascolta qui la seconda puntata: Dalla guerra ai parlamenti tra Mapuche e Spagnoli
  3. Ascolta qui la terza puntata: Lo Stato Cileno e la conquista dell’Araucania
  4. Ascolta qui la quarta puntata: Resistenza per i diritti della terra – I giovani Mapuche
  5. Ascolta qui la quinta puntata: Storia di Ada e Brandon
  6. Ascolta qui la sesta puntata: Il mio nome è Jaime Huenchullan Cayul 
  7. Ascolta qui la settima puntata: Storia di resistenza e autorità ancestrali. Prima parte. 
  8. Ascolta qui l’ottava puntata: Storia di resistenza e autorità ancestrali seconda parte. 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...